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I Progetti Speciali

Realizzati in collaborazione con il Centro La Soffitta – Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, i progetti ospiteranno a Bologna, da ottobre 2017 a maggio 2018, le creazioni più significative di Cuocolo / Bosetti IRAA Theatre, Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, Cristiana Morganti, Punta Corsara, Enzo Moscato.

A sud del teatro

Enzo Moscato

a cura di Gerardo Guccini
 
Enzo Moscato è uno dei drammaturghi più significativi della generazione napoletana degli anni Ottanta. Attore, regista, autore e scrittore “di culto”, Moscato è stato premiato con prestigiosi riconoscimenti. I suoi spettacoli sono percorsi fantastici legati alla storia della città, scritti in una lingua originale e complessa, come i suoi libri, sempre ispirati ad una “concretezza fantastica” e personale. «La scrittura è stata la mia passione, ed è ancora la passione più divorante che ho. Gran parte di quello che ho scritto è poi defluito nel mio teatro, nei racconti, nei saggi, ma c’è anche una scrittura che rimane in me, che conservo come forma amuletica della mia esistenza». Specularmente, le lingue molteplici di Napoli sono confluite nella scrittura di Moscato. Ha scritto Fabrizia Remondino: «Il napoletano di Enzo Moscato attinge tanto ai bassifondi […] della lingua che alla sua tradizione letteraria più alta, al barocchismo della favola di Basile, ma anche al lirismo dell’antica canzone». Moscato sovverte, innova e resta legato alla tradizione teatrale napoletana. È diffidente nei riguardi nelle terminologie classificatorie e percepisce il mondo reale attraverso l’esperienza del linguaggio. Il suo teatro è del tutto corporeo e completamente incarnato in parole. Moscato assimila sia la concretezza del varietà, della rivista e delle forme popolari che la teatralità del vivere in condizioni liminari: fra la vita e la morte, l’essere e il non essere, la consapevolezza visionaria e l’accecamento. Ciò che esce dalle sue mani di scrittore è però un’intoccabile alchimia verbale che lo avvicina alle grandi stagioni letterarie del passato. Moscato è un poeta capitato in un mondo che gli si rivela ostile, ma solo fuori Napoli, ma solo lontano da quegli aggregati di presenza e segni che sono i lasciti letterari del vivere. Il teatrante Moscato ama la poesia della scrittura in un modo talmente intenso che sarebbe quasi scandaloso se, per Moscato, la poesia della scrittura non fosse teatro. Un teatro che, realizzato o anche solo perseguito, coniuga il misterioso vivere all’inimmaginabile attesa dei posteri.

Programma:

Compleanno

2 maggio // ore 21 // Laboratori delle Arti – Teatro

Dedicato alla memoria di Annibale Ruccello, il testo di Compleanno segna l’inizio di un nuovo percorso, basato su una lingua meticcia, viva, fulgida, che non va a ledere la tradizione stessa del napoletano ma, anzi, la arricchisce con suoni e colori lontani, anche apparentemente antinomici. Il linguaggio lirico conduce il pubblico in uno spazio senza confini, nella risacca del mistero, dove la parola è protagonista, raccontando le nostre quotidiane inquietudini e le “piccole tragedie minimali”.

Patria Puttana

4 maggio // ore 20.30 // Arena del Sole – Sala Thierry Salmon

Un rapsodico ma profondo omaggio a quella  sorta di casa, territorio, comune luogo di giacenza e resistenza – ‘patria’, appunto – che egli ritiene di dividere e con-dividere con la Donna – naturale o artificiale, tale per biologia o per libera, esistenziale scelta – e con la Prostituta – hegelianamente, libera schiava di un padrone incatenato – facce, entrambe, nella sua scrittura, di un ‘materno’ feroce e tenerissimo, nel mettere in moto tutta la sua accesa fantasia di cantore della Differenza e della Contro-serialità.

Laboratorio di giornalismo e critica

Condotto da Lorenzo Donati e Massimo Marino
partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna

Una redazione laboratoriale curerà un sito/blog attraverso la scrittura e la pubblicazione di materiali informativi, divulgativi e di analisi; interviste, approfondimenti, recensioni, fotografie, materiali audio e video entreranno a fare parte di un racconto in tempo reale delle attività di spettacolo de La Soffitta e dell’Arena del Sole, aprendosi anche alle altre “stagioni” della città. Ai partecipanti è richiesta la visione di spettacoli in orario serale e la redazione di materiali scritti e audiovisivi. Durante gli incontri verranno forniti correntemente gli strumenti del giornalismo cartaceo e online (editing, correzione bozze, logistica, segreteria, impaginazione e gestione dei contenuti web ecc.) e si sperimenteranno le possibilità del cosiddetto Citizen Journalism (racconto via social media, cronaca audio, intervista video ecc), in cerca di nuove forme capaci di dialogare con le comunità di lettori interessati, con l’obiettivo di crearne di nuovi.

Per partecipare alla selezione inviare entro il 07 gennaio 2018 curriculum vitae (formato pdf), breve lettera di motivazione, due articoli precedentemente scritti (articoli e recensioni) a minimoterrestre@gmail.com e lorendonati@gmail.com; per fotografi e videomaker inviare link a portfolio online o a lavori reperibili sul web. Verranno selezionate 15 persone alle quali saranno garantiti accrediti stampa o biglietti a prezzo ridotto per gli spettacoli selezionati dalla redazione. L’esito delle selezioni sarà comunicato l’8 gennaio 2018.

Lorenzo Donati è giornalista e critico teatrale. Conduce laboratori per spettatori in vari contesti, fra i quali il percorso di educazione allo sguardo per le scuole secondarie Crescere spettatori. È tra i fondatori del gruppo critico Altre Velocità, sta svolgendo un dottorato di ricerca in arti visive performative e mediali all’Università di Bologna. Tra i suoi saggi Romagna anni Zero in «Culture Teatrali» n. 24, 2015.
Massimo Marino è saggista, critico teatrale, docente. Scrive per il “Corriere della Sera – Bologna” e per riviste e pubblicazioni specializzate. Tra le sue pubblicazioni: Lo sguardo che racconta. Un laboratorio di critica teatrale. Cura il blog Controscene e coordina la sezione “Scene” della rivista www.doppiozero.com.

Archivio progetti

A sud del teatro - Punta Corsara

a cura di Gerardo Guccini

La compagnia teatrale Punta Corsara nasce nel 2007 come progetto di impresa culturale della Fondazione Campania dei Festival per il Teatro Auditorium di Scampia. Dal 2007 al 2009, sotto la direzione artistica di Marco Martinelli e quella organizzativa di Debora Pietrobono, si forma un gruppo, tra attori, danzatori, organizzatori e tecnici, di una ventina di ragazzi che incomincia un percorso di formazione ai mestieri dello spettacolo strutturato in incontri con maestri riconosciuti a livello nazionale (tra questi, Danio Manfredini, Saverio La Ruina, Ermanna Montanari, Roberto Latini, Vincent Longuemare). La creazione di una nuova modalità del fare teatro si consolida nella condivisione e nell’apertura a interlocutori sempre diversi. Nel 2009 Emanuele Valenti e Marina Dammacco, che avevano partecipato al progetto fin dai suoi esordi, subentrano a Martinelli e Pietrobono. L’anno seguente la compagnia teatrale Punta Corsara diventa associazione culturale indipendente.
Il gruppo corsaro si misura con Molière realizzando una versione energica e ritmatissima del Signor de Pourceaugnac (2010), finalmente immerso nel napoletanità linguistica e comportamentale del suo ambiente drammatico. Poi, con La Conferenza (2011), popola di irresistibili caratterizzazioni la satira dei format televisivi e intellettuali, e, con Petitoblok (2012), si immerge nel magma novecentesco che combina, fra baracche popolari e spirito d’avanguardia, maschere, burattini e tipi comici.
Come è caratteristico degli ensemble dell’innovazione italiana e, in particolare, delle formazioni a “sud del teatro”, anche Punta Corsara realizza drammaturgie originali che infondono l’oralità e la personalità degli attori a scritture sceniche e copioni. La cura del personaggio è l’effettivo fulcro culturale che, qui, accomuna trasversalmente scrittura, regia e lavoro performativo, producendo “tipi” che oscillano fra la morbida rotondità dei caratteri eduardiani e la tagliente satira aristofanesca di Marco Martinelli.

Programma:

Hamlet travestie

9 aprile // ore 21 // Laboratori delle Arti – Teatro

In Hamlet travestie abbiamo una famiglia napoletana di oggi, che fa di nome Barilotto ed è alle prese con vari problemi: un marito-padre morto, i debiti da pagare a un losco strozzino che minaccia ritorsioni, e per giunta un figlio che a causa del nome, Amleto, appunto, è convinto di essere il principe di Danimarca. Per guarirlo, i parenti danno ascolto a un certo Don Liborio […] che masticando un po’ di cultura li induce a riprodurre situazioni dell’Amleto […] nella speranza di produrgli uno choc salutare.

Io, mia moglie e il miracolo

10 aprile // ore 21 // Laboratori delle Arti – Teatro

In un paese indefinito, si svolge la storia di una famiglia: un marito, una moglie e la presenza/assenza d’una figlia, forse reclutata dalla Scuola Moderna per far parte di un nuovo progetto educativo: l’orario prolungato senza fine. A sconvolgere famiglia e paese, arriva un guaritore che non professa nessuna religione ma che ha il dono di riportare in vita oggetti e persone.

Il cielo in una stanza

11 aprile // ore 21 // Arena del Sole – Sala Leo de Berardinis

Il cielo in una stanza, canzone scritta da Gino Paoli nel 1960, racconta una storia d’amore nata in un luogo intimo e privato, come la propria casa. «Se quella che “non ha più pareti ma alberi infiniti” è una stanza del 1960 – afferma Punta Corsara – allora sarà parte di un edificio degli anni immediatamente precedenti. E cioè di quegli anni ’50, in cui a Napoli, proprio attraverso la costruzione e distruzione di case e parti di città, si avviava un processo di trasformazione sociale, che stravolgeva irrimediabilmente le identità conosciute».

Laboratorio sull'attore

12-13 aprile // ore 14-18.30 // Laboratori delle Arti – Teatro

Laboratorio condotto da Emanuele Valenti/Punta Corsara
Emanuele Valenti e alcuni attori della compagnia Punta Corsara guideranno due giorni di laboratorio per condividere le proprie modalità di lavoro. Attraverso lo studio di testi di repertorio e giochi di improvvisazione, la compagnia affronterà il rapporto con la tradizione e il senso della riscrittura, la costruzione di un personaggio nella relazione con gli altri, la ricerca di una comicità che possa essere anche amara, intesa come strumento per raccontare il presente e infine il lavoro attoriale come ultimo anello, indispensabile al processo drammaturgico.
L’obbiettivo è condividere un percorso che si interroga sulla tradizione nel tentativo di rinnovarla, alla ricerca di un teatro sofisticato e popolare allo stesso tempo, antico e attuale, comico e amaro, aulico e quotidiano. Pochi punti fermi: l’attore, il testo, la visione registica intesa come qualcosa che crea le condizioni giuste per mettersi in gioco e il gruppo, l’accordo delle voci e dei corpi, il senso del condividere una storia e saperla raccontare assieme.

Partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna
Informazioni e modalità di iscrizione su www.dar.unibo.it

Eredità danzate - Cristiana Morganti

a cura di Elena Cervellati

Sulle questioni legate alla memoria dello spettacolo dal vivo gli studi e le pratiche nell’ambito del teatro e della danza – e non solo in questo – si stanno negli ultimi anni interrogando con insistenza, tra infinite declinazioni di modalità del rifare titoli del passato, costruzione di eterogenei sistemi di archiviazione, definizione di percorsi pensati per trasmettere competenze. L’esempio luminoso e intelligente di Cristiana Morganti permette di affondare in questo complesso tema attraverso la meraviglia di una conferenza-spettacolo danzata e parlata – Moving with Pina (7 marzo) – che sceglie di dichiarare nel proprio titolo la presenza di quella Pina (Bausch) con la quale la Morganti ha lavorato per circa venti anni, come interprete solista del Tanztheater Wuppertal: una maestra-compagna imponente, della quale è evidentemente possibile raccogliere ed elaborare la ricca eredità in modo da farla serenamente propria, per rilanciarla, anzi, in un percorso creativo originale. Il progetto Eredità danzate. Cristiana Morganti, di cui la conferenza-spettacolo è il nucleo, si aprirà con un pomeriggio di proiezioni (6 marzo) dedicate al lavoro di Pina Bausch e dei suoi danzatori negli anni Settanta e Ottanta e si chiuderà con una tavola rotonda (8 marzo) dedicata a riflettere sulle relazioni tra la Bausch e la scena italiana, ieri e oggi, attraverso la voce di tre studiose – Leonetta Bentivoglio, Eugenia Casini Ropa, Elena Cervellati – e della stessa Cristiana Morganti. Tre diverse vie, quindi, per fare esperienza di una memoria intesa non come immobile deposito ma come luogo di elaborazione di azioni sempre nuove e vitali.

In collaborazione con Cro.me – Cronaca e Memoria dello Spettacolo per il progetto R.i.si. co. – Rete Interattiva per Sistemi Coreografici

 

Programma:

Ricordare Pina - proiezioni video

6 marzo // ore 17 // Laboratori delle Arti – Saletta seminari

In Notizien aus einer Tv – Werkstatt Pina Bausch und Wuppertaler Tanztheater la telecamera entra nella sala prove del Tanztheater Wuppertal. Un Jour Pina a demandé è un documentario di Chantal Ackerman, che costruisce un ritratto di Pina Bausch e dei suoi danzatori attraverso riprese fatte seguendo il Wuppertal Tanztheater in tournée.

Moving with Pina

 7 marzo // ore 19 // Laboratori delle Arti – Teatro 

Una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch. Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Wuppertal Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il proprio percorso artistico e umano vicino alla grande coreografa tedesca e ci fa scoprire quanta dedizione, fantasia e cura del dettaglio sono racchiusi nel linguaggio di movimento creato da Pina Bausch.

Pina Bausch e l'Italia

8 marzo // ore 17 // Arena del Sole – Foyer

Una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di Leonetta Bentivoglio, studiosa e giornalista organica alla Bausch e al suo mondo; Eugenia Casini Ropa, storica della danza che, nel 2000, conferì alla coreografa tedesca la Laurea ad honorem dell’Università di Bologna; Elena Cervellati, curatrice del progetto della Soffitta 2018 dedicato alla danza e Cristiana Morganti

A Fury Tale

10 marzo // ore 19.30 // Arena del Sole_Sala Leo de Berardinis

A Fury Tale (2016) segue le prime due creazioni di Cristiana Morganti, Jessica and me (2010) e Moving with Pina (2014), che la vedevano, oltre che autrice, interprete solista. Morganti qui, invece, non danza e si riserva la possibilità di una distanza critica dal proprio lavoro, le cui interpreti, Anna Wehsarg e Anna Fingerhuth, sono state, come la coreografa, danzatrici del Tanztheater Wuppertal. Entrambe alte, dalla carnagione chiara e dai capelli rossi, sono due gemelle simili ma diverse, duellanti e amiche, rabbiose e affettuose: due corpi femminili messi a confronto, dentro e fuori, in cerca di una relazione che li illumini, che traduca in visione, energia e stati d’animo le singolarità di ciascuno. A Fury Tale è un racconto di sé che si dipana in modo divertente e straziante al tempo stesso, dove al desiderio forsennato di mettersi in luce che contraddistingue la società odierna si accompagna il sentimento della rabbia, nella sua doppia veste di potenza distruttrice e di spinta vitale. Su una scena completamente bianca, quasi uno sfondo su cui far esplodere video, colori e luci stroboscopiche, le due danzatrici agiscono, danzano, si scontrano e, così facendo, si raccontano. Con A Fury Tale Cristiana Morganti, in dialogo costante con le due figure in scena, offre una riflessione sensibile, ironica e potente sulla bipolarità del nostro essere e, soprattutto, dell’essere femminile, in tutte le sue possibili declinazioni.

Il nostro teatro quotidiano. Per Cuocolo/Bosetti IRAA Theatre

a cura di Silvia Mei

Dopo la personale del 2015 promossa dal Centro Culturale il Funaro di Pistoia, questa retrospettiva ripercorre i venti anni di attività della coppia d’arte e di vita Renato Cuocolo e Roberta Bosetti con una selezione degli spettacoli più significativi di Interior Sites Project. Avviato nel 2000 con le creazioni monstre The Secret Room (visto da 16.600 persone) e The Diary Project (che resta in scena per 16 giorni, 24 ore al giorno senza interruzioni e viene visto da 35.400 persone), il progetto dispiega un’epica del quotidiano in cui realtà e finzione si sovrappongono, prediligendo ambienti non teatrali – case private, hotel, gallerie d’arte, automobili – per pochi spettatori alla volta. La protagonista e agente è Roberta, personaggio sui generis che si nutre delle identità biografiche di Cuocolo e Bosetti ma vive di finzione teatrale.

I quattro spettacoli qui riproposti descrivono il percorso condotto fino ad oggi dalla coppia con IRAA Theatre, la loro compagnia, lungamente basata a Melbourne (Australia) e dal 2000 riconosciuta come la principale compagnia australiana d’innovazione, presente coi suoi spettacoli in 26 paesi di 4 continenti. Il nostro itinerario parte proprio da un cult della loro teatrografia quale Roberta va in hotel (Private Eye, 2005), lavoro che attesta il passaggio dalla casa privata della coppia alle stanze d’hotel in cui Cuocolo e Bosetti transitano, passando dal recente Roberta fa una passeggiata (The Walk, 2014), in cui lo spazio privato e intimo si frange muto nel viavai del centro urbano. Col rientro della coppia in Italia e il trasferimento nella casa natale di Bosetti a Vercelli, si apre un nuovo ciclo creativo. La memoria e gli oggetti che riemergono dalla casa d’infanzia ritrovata innescano scintille e peripezie che portano, tra gli altri, a Roberta va al cinema (MM&M, 2015) fino all’ultimo, di prossimo debutto, Roberta va sulla luna, entrambi pensati come installazioni per spazi teatrali o gallerie d’arte. Per approfondire la creazione teatrale del duo e attraversare il loro “progetto d’interni”, questa retrospettiva offre anche l’occasione di un laboratorio teorico-pratico, che tocca alcuni nodi del lavoro artistico di Cuocolo/Bosetti, e una giornata con critici e operatori testimoni della parabola di IRAA Theatre, oggi depositata nel libro Interior Sites Project (Titivillus, 2017), una raccolta di interviste e dialoghi realizzati dal critico teatrale Laura Bevione intorno alla costellazione degli ultimi quindici spettacoli.

Programma:

Intimate theatre

Dal 9 all’11 ottobre // ore 14-18 // Laboratori delle Arti-Teatro

Un’opportunità straordinaria per entrare nel mondo di Cuocolo/Bosetti, dove il teatro incontra la dimensione domestica e l’intimità dello sguardo dell’attore incontra lo sguardo dello spettatore. Perché «spazio della vita e spazio del teatro, realtà e finzione si devono sovrapporre». Durante il workshop verranno trattati, alternando riflessione teorica e applicazione, alcuni ambiti prioritari nella creazione teatrale della coppia, quali autobiografia e scrittura, lavoro dell’attore, spazio e centralità della drammaturgia.

Interior Sites Project

11 ottobre // ore 18 // Laboratori delle Arti-Teatro

Incontro con Roberta Bosetti e Renato Cuocolo in occasione della presentazione del libroInterior Sites Project, a cura di Laura Bevione (Titivillus, 2017) | intervengono Sergio Ariotti, Isabella Lagattolla, Carlo Infante e la curatrice | con la partecipazione del Teatro delle Ariette | coordina Silvia Mei

Roberta va al cinema

12 ottobre // ore 21 // Laboratori delle Arti-Teatro

I racconti degli altri, i film, la televisione, i libri, le immagini, insieme ai nostri genitori, ci hanno tirati su, ci hanno intrattenuto, confortato, imbrogliato, disciplinato e ci hanno detto che cosa potevamo e che cosa non potevamo fare. E hanno giocato un ruolo importante nel trasformarci, non in una persona, ma in tutte le persone buone o cattive che ci sono arrivate attraverso quello che abbiamo letto, visto e ascoltato. Abbiamo un intero teatro nella testa.

Nell’ambito di VIE Festival

Roberta va in hotel

Dal 15 al 19 ottobre // Nuovo Hotel del Porto

Roberta va in hotel (Private Eye) risale al periodo in cui Roberta e Renato lasciano la casa in cui abitano per sperimentare la convivenza nei luoghi transitori delle hotel rooms: Renato C. chiede ad un investigatore privato di seguire e filmare sua moglie Roberta B.; da quel materiale, illecito e intimo, nasce Private Eye, presentato nelle stanze di un hotel per uno spettatore alla volta.

Roberta va sulla luna

20 ottobre // Teatro Arena del Sole

Roberta va sulla luna indaga la memoria e gli oggetti che riemergono dalla casa d’infanzia. «Quest’ultimo lavoro ha iniziato ad annunciarsi – affermano i due – dopo aver trovato nel magazzino di casa delle vecchie riviste. Un’edizione speciale di OGGI che celebrava con foto a colori l’allunaggio dell’Apollo 11 nel Mare della Tranquillità. Ci siamo forse innamorati del titolo: Roberta va sulla luna. Oppure, ed è più probabile, qualcosa sulla terra non ci convince». 

Roberta fa una passeggiata

Dal 21 al 22 ottobre // Piazza Maggiore

The Walk è la storia della perdita di qualcuno e allo stesso tempo la reazione spontanea di chi quella perdita l’ha subita. Protagonista è Roberta Bosetti, e quel “qualcuno” un suo amico di Vercelli, città di origine dell’attrice. Roberta Bosetti ha fatto così di un drammatico ricordo della sua vita materia organica per questo spettacolo itinerante.

Open Program - Mario Biagini

Il ritorno del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards

a cura di Marco De Marinis

Dopo un primo appuntamento tenutosi a Bologna nel febbraio 2016 ai Laboratori delle Arti, dove la stagione della Soffitta ha ospitato L’Heure Fugitive, un “work in progress” di Cécile e Thomas Richards, e una conferenza di Thomas Richards dal titolo Trent’anni di Workcenter: una retrospettiva, il Workcenter torna in Emilia con una collaborazione tra ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione e il Centro La Soffitta . Stavolta sarà il team guidato da Mario Biagini, Open Program, a condividere con il pubblico i più recenti sviluppi della sua ricerca. Il programma prevede una articolazione di momenti diversi che si dispiegheranno in altrettanti spazi della città di Bologna. Gli incontri e gli eventi performativi proposti da Open Program (The Hidden Sayings – Le Parole Nascoste e Open Choir – Incontro Cantato) sono creati a partire dal lavoro su canti della tradizione afro-americana del Sud degli Stati Uniti e della tradizione afro-ispanica del Sudamerica. Inoltre, il nuovo lavoro delle donne del gruppo, col titolo Dark Is My Mother, attinge a diverse fonti tradizionali che riflettono la diversità culturale ed etnica di Open Program.

“Il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards è attivo nell’ambito del Teatro della Toscana – Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale”

Programma:

Le parole nascoste

25 novembre // ore 21 // Laboratori delle Arti-Teatro

Le parole nascoste, una struttura compiuta ma in continua evoluzione, è un’esplorazione creativa basata sull’interazione fra canti del Sud degli Stati Uniti, appartenenti alla tradizione afro-americana, e testi legati all’origine della Cristianità, tradotti principalmente dal copto e provenienti dalla regione comprendente l’Egitto, il Medio Oriente e la Grecia.

Seminario libero di canto

26 novembre // ore 17 // Laboratori delle Arti-Hall

Il Seminario libero è una sessione accogliente e rilassata, in cui l’Open Program insegna parte del proprio repertorio, appartenente principalmente alla tradizione afro-americana del sud degli Stati Uniti. Durante il seminario il gruppo condividerà coi partecipanti il modo in cui lavora su una possibilità di incontro attraverso il canto e la danza. 

Conferenza di Mario Biagini

27 novembre // ore 16 // Laboratori delle Arti-Teatro

Mario Biagini guiderà il pubblico in un viaggio trentennale attraverso le diverse fasi della ricerca performativa sviluppata al Workcenter e, a partire dal 2007, con l’Open Program, intrecciando racconto, proiezioni di frammenti filmici e discussione.
Presentazione di Marco De Marinis
Ingresso libero

Jerzy Grotowski, Testi (1954-1998). Visioni, pratiche, pensieri

28 novembre 2017 // ore 15 // Laboratori delle Arti-Auditorium

Tavola rotonda: partecipano Antonio Attisani, Mario Biagini, Stefano De Matteis, Renata Molinari, Carla Pollastrelli /coordina Marco De Marinis
L’edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, Testi 1954-1998 – la prima a vedere la luce dopo l’edizione polacca del 2013 – si articola in quattro volumi pubblicati nella collana “Oggi, del teatro” per i tipi de La casa Usher. 

Dark Is My Mother

30 novembre e 1 dicembre // ore 21 // Circolo Ufficiali

Dark Is My Mother è un omaggio alle diverse manifestazioni dell’antica e potente tradizione popolare relativa a una divinità femminile. Il lavoro esplora la pratica del riunirsi e creare comunità tra donne, apre la porta di un mondo in cui i giochi, le immaginazioni, le memorie, i drammi e le tentazioni delle donne si intrecciano nel canto, nella danza, nel render grazie. Il retroterra ancestrale delle donne dell’Open Program è vasto: mediterraneo, slavo, africano e sudamericano. 

Incontro cantato

2 dicembre // ore 20.30 // Centro di Ricerca Musicale – Teatro San Leonardo

Incontro cantato permette una partecipazione fluida e attiva da parte di tutti i presenti, è un evento libero e gratuito, aperto a tutti senza limitazioni, a cui ognuno è invitato delicatamente a prendere parte. Questo incontro, sostenuto da canti della Diaspora africana e guidato gentilmente da un nucleo di artisti preparati, permette alle persone di entrare in contatto l’una con l’altra e con sé stesse attraverso il canto, la danza e la semplice presenza in un contesto partecipativo.

Il fare dell'attore: azione internazionale e processo creativo

Dal 29 novembre al 1 dicembre 2017 // ore 10-15 // Laboratori delle Arti-Teatro

Workshop diretto da Mario Biagini  partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna

In cosa consiste il fare dell’attore? Qual è il rapporto che esiste tra pensiero, intenzione, impulso e azione nella creazione di una struttura scenica?
Possiamo considerare il comportamento come una relazione dinamica tra distinti elementi presenti nella persona che fa: azioni, reazioni, intenzioni, impulsi, vibrazione della voce, flusso di associazioni, tempo-ritmo. Tale relazione articolata in una struttura può essere vista come la base comune delle diverse pratiche sceniche. Come possiamo investigare questo agire da un punto di vista pratico? Durante il workshop, si utilizzeranno gli strumenti a disposizione dell’attore con l’intenzione di avvicinare il seme di una manifestazione organica ed evidente delle potenzialità creative dei partecipanti. Attraverso sessioni di lavoro con canti provenienti dal sud degli Stati Uniti, i partecipanti esploreranno la natura delle proprie azioni, la complessità del comportamento in una situazione performativa e le dinamiche attraverso cui una serie di azioni intenzionali si articola in modo credibile, comprensibile e significativo. Si terranno inoltre sessioni di giochi e sequenze nello spazio che fanno parte del training sviluppato al Workcenter nel corso degli anni.