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Baba | Wang Shuo

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A proposito di questo film

7 marzo // 20.15  // Cinema Lumière, Cineteca di Bologna
 
Baba (Papà) è il primo e unico film del romanziere Wang Shuo, vera icona culturale cinese, paragonato dal New York Times a Kurt Vonnegut and Jack Kerouac.Adattato dal suo romanzo Sono tuo padre (1990), Baba racconta la storia di un padre vedovo alle prese con un figlio adolescente nella Pechino degli anni Novanta. Il tentativo vano di imporre al ragazzo gli ideali tradizionali, spingono il giovane ad allontanarsi dalla figura oppressiva del padre. Unendo sapientemente satira, commedia e dramma, il filmindaga la caduta del patriarcato e la diversa concezione dell’amore tra coloro che sono cresciuti alla fine dell’era di Mao e le nuove generazioni. Protagonista è Feng Xiaogang, superstar comica cinese nel suo primo ruolo drammatico. Baba è stato interpretato come un’allegoria del governo cinese e bandito dalla censura: ad oggi non è ancora mai stato mostrato a un pubblico cinese.

In collaborazione con Cineteca di Bologna

Dati

di Wang Shuo

China 2000 | (85′) in versione originale con i sottotitoli in italiano

 

La Cineteca di Bologna si inserisce nel progetto School of Integration seguendo una linea di coerenza che, da diversi anni, la porta alla scoperta delle culture “altre”, attraverso il racconto cinematografico. Dalla creazione, nel 2007, sotto l’egida di Martin Scorsese, del World Cinema Project, grazie al quale hanno visto la luce decine di restauri rappresentanti delle varie cinematografie mondiali, la Cineteca di Bologna ha portato avanti un’idea di conoscenza profonda e allargata del cinema dei continenti africano, asiatico, sudamericano. 
Nella retrospettiva proposta in occasione di School of Integration, vedremo allora alcuni classici, da Alyam, Alyam del regista marocchino Ahmed El Maanouni a Brick and Mirror dell’iraniano Ebrahim Golestan, entrambi restaurati dal laboratorio “L’Immagine Ritrovata”, fino a opere nuove e sorprendenti, come La strada dei Samouni, nuovo lavoro di Stefano Savona che, con l’aiuto delle animazioni di Simone Massi, ha raccontato, con un lavoro di documentazione senza precedenti, la vita di una famiglia palestinese nella Striscia di Gaza.