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Bolero / Trip Tic

Arena del Sole
Sala Leo de Berardinis

A proposito di questo spettacolo

Dopo Paradox (2016) Balletto di Roma torna ad esplorare la forma del trittico: ad essere protagonisti questa volta sono tre brani musicali, che rimandano allo straordinario periodo di innovazione e fermento artistico che accompagnò l’ascesa dei Balletti Russi in Europa agli inizi del 1900, mentre la creazione è affidata a tre artiste italiane attive sulla scena contemporanea internazionale.
Giorgia Nardin ci offre la sua versione de L’Après-midi d’un Faun sulla musica originale di Debussy, uno dei vertici dell’impressionismo in musica, ispirato a sua volta al poemetto di Mallarmé, intriso di simboli e riferimenti erotici. Nardin si muove sulla traccia del lavoro di Nijinsky, che per primo coreografò e interpretò il celebre balletto.
Chiara Frigo porta in scena un lavoro ispirato al tema delle migrazioni sulla musica della Suite Bergamasque, sempre di Debussy. Frigo indaga un concetto di migrazione in cui gli orizzonti si sono appannati e ristretti, le traiettorie di fuga incontrano sempre più spesso un muro, un filo spinato. La sua coreografia dà vita a un labirinto di Dedalo, ispirato alla contemporaneità di una migrazione ben lontana dal volo liberatorio – seppur fatale – di Icaro.
A Francesca Pennini, infine, è proposta la creazione di Bolero sulla musica originale di Ravel: un classico che Pennini scardina e ricompone sull’onda delle sue creazioni “cinetiche”. Bolero diventa un atto di resistenza e di contagio, l’orrore e l’attrazione della ripetizione: da una parte la musica, agente scatenante di una febbre sensuale ed ossessiva, un’epidemia dei corpi e dei pensieri; dall’altra la danza, un rito di vaccinazione per un conflitto sistemico con il suono.

 

Prezzi

Intero €15 

Ridotto €12 (GB Card, Socio Coop, Danza Card, Arcigay-Arcilesbica)

Studenti con badge € 8  

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Dati artistici

coreografie Giorgia Nardin, Chiara Frigo, Francesca Pennini
musiche originali Claude Debussy e Maurice Ravel
produzione Balletto di Roma

foto di Gabriele Orlandi

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Spettacolo del Gender Bender Festival