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Brick and Mirror | Ebrahim Golestan

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A proposito di questo film

10 marzo // 20 // Cinema Lumière, Cineteca di Bologna 

“Primo vero capolavoro moderno del cinema iraniano, esplora i temi della paura e della responsabilità all’indomani del colpo di stato. Primo film di finzione di Golestan, il cui titolo allude a una poesia di Farid al-Din Attar (“Ciò che i vecchi vedono in un mattone/ i giovani vedono in uno specchio”), mescola sogno e realtà reagendo al nuovo clima sociale, al fallimento degli intellettuali e all’onnipresente corruzione. Il 5 giugno 1963 scoppiò una protesta contro l’arresto dell’Ayatollah Khomeini che acuì l’atmosfera di tensione e paura descritta nel film. Jonathan Rosenbaum ha definito lo spirito del film ‘un misto di Dostoevskij ed espressionismo’. La forma del soliloquio riflette sia l’ammirazione di Golestan per Orson Welles, sia la tradizione orale e il frequente uso della metafora nella cultura persiana”.

Ehsan Khoshbakht

In collaborazione con Cineteca di Bologna

Note

Prezzi
€ 5 biglietto unico 

Dati

di Ebrahim Golestan

Iran 1964 | (130’) in versione originale con i sottotitoli in italiano

Restaurato da Écran Noir production (Mitra Farahani) ed Ebrahim Golestan in collaborazione con Cineteca di Bologna

 

La Cineteca di Bologna si inserisce nel progetto School of Integration seguendo una linea di coerenza che, da diversi anni, la porta alla scoperta delle culture “altre”, attraverso il racconto cinematografico. Dalla creazione, nel 2007, sotto l’egida di Martin Scorsese, del World Cinema Project, grazie al quale hanno visto la luce decine di restauri rappresentanti delle varie cinematografie mondiali, la Cineteca di Bologna ha portato avanti un’idea di conoscenza profonda e allargata del cinema dei continenti africano, asiatico, sudamericano. 
Nella retrospettiva proposta in occasione di School of Integration, vedremo allora alcuni classici, da Alyam, Alyam del regista marocchino Ahmed El Maanouni a Brick and Mirror dell’iraniano Ebrahim Golestan, entrambi restaurati dal laboratorio “L’Immagine Ritrovata”, fino a opere nuove e sorprendenti, come La strada dei Samouni, nuovo lavoro di Stefano Savona che, con l’aiuto delle animazioni di Simone Massi, ha raccontato, con un lavoro di documentazione senza precedenti, la vita di una famiglia palestinese nella Striscia di Gaza.