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F. Perdere le cose

Arena del Sole
Sala Thierry Salmon

A proposito di questo spettacolo

Dopo la felice esperienza de Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso, si rinnova la collaborazione tra ERT Fondazione e Kepler–452 con la nuova produzione F. Perdere le cose, una seconda foto mossa scattata lungo la via Emilia dalla compagnia bolognese. Se nel Giardino dei ciliegi la perdita riguardava un luogo fisico, in questo secondo spettacolo lo smarrimento si fa più ampio, pervasivo. Il fulcro del lavoro di Kepler-452 è, da sempre, il rapporto con la realtà e con i cosiddetti “attori-mondo”, non professionisti del teatro coinvolti sulla scena non in virtù delle loro abilità teatrali, ma in quanto portatori di un mondo, di una storia. FPerdere le cose è una nuova indagine intorno a una biografia e un nuovo tentativo di coinvolgere sul palco il protagonista della storia. 
F. è una storia che nasce da un incontro avvenuto ai margini del tessuto urbano, là dove tende a sfrangiarsi, a farsi rarefatto e oscuro, in un dormitorio per senzatetto con problemi sanitari. Un incontro, quello con F., affascinante, perturbante, difficilmente raccontabile.

“F. non può entrare in scena con noi, ma è il protagonista dello spettacolo, il centro del dramma. F. lo abbiamo conosciuto un giorno che ci ha avvicinato e ci ha detto: io sono io. Da quel giorno abbiamo cominciato a provare insieme uno spettacolo che parlasse di lui, della sua storia, di chi è, del perché lui è lui. Insieme abbiamo ricordato, siamo incappati in buchi neri, pezzi rimossi, strappati, aperture vertiginose sull’abisso. Da quel giorno i confini dello spazio teatrale non sono stati più gli stessi.
Ci sono delle leggi per le quali F. è tenuto lontano dal palcoscenico e noi non possiamo farci niente. Tutto ciò che possiamo fare è trascorrere del tempo con lui, ascoltare, costruire, lasciarci andare all’incontro e tentare poi di raccontare che cosa significhi per noi la sua assenza. Proprio perché non è da nessuna parte F. è ovunque. Siamo quindi di fronte ad un’assenza enormemente ingombrante, che non potevamo non portare in scena.
Abbiamo quindi cominciato a domandarci: come si porta in scena un assente? Perché F. ci è tenuto lontano? Cosa dobbiamo temere da lui? È pericoloso? Come può entrare in scena senza salire sul palco? Che cosa, di lui, ci riguarda?
F. è uno spettacolo che parla della ostinata volontà di incontrare qualcuno che è difficilissimo incontrare, di un enorme smarrimento, del confine tra palco e platea, tra ciò che è legale e ciò che non lo è.
F. è, dopo “Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso”, una seconda foto sfocata scattata lungo la Via Emilia.
F. è la domanda difficilissima: cosa è giusto fare in questo momento?
F. è soprattutto F.” 

Kepler-452

Durata: 1 ora e 10 minuti

Mercoledì 11 al termine della replica dello spettacolo F. Perdere le cose
KPLR TRASH DJ SET 

F**K THEATER LET’S DANCE
Siamo cresciuti tra gli anni ottanta e gli anni novanta, la tv trasmetteva le più becere serie d’amore post prandiali, mentre dalla radio ci giungeva la voce delle peggiori hit reazionarie mai composte. Intanto, fuori dalla nostra camera, il capitalismo galoppante si affermava come unico modello di organizzazione del reale. E niente sarebbe stato più come prima. L’unica cosa che possiamo fare è accettare ciò da cui veniamo. Senza vergogna, senza pudore. Da Britney a Gigi Dag, passando per nostalgici revival dance anni settanta e ottanta, da Madonna fino alla Trap: impossibili accostamenti di generi che sconfinano nel peggio della musica contemporanea, perché, ancora, non abbiamo smesso di emozionarci al suono autistico del trash che è in noi.

 

 

Dati artistici

scritto da Kepler-452 (Paola Aiello, Enrico Baraldi, Nicola Borghesi)
regia Nicola Borghesi
dramaturg Enrico Baraldi
in scena Tamara Balducci, Nicola Borghesi e, da qualche parte, F.
luci  Vincent Longuemare
spazio  Vincent Longuemare e Letizia Calori
costumi  Letizia Calori
video  Chiara Caliò
musiche Bebo Guidetti
suono Alberto Irrera
assistente alla regia Michela Buscema

scene costruite nel Laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione
responsabile e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttore Riccardo Betti
scenografi decoratori Lucia Bramati, Benedetta Monetti, Ludovica Sitti, Rebecca Zavattoni
capo elettricista Tiziano Ruggia
fonico Alberto Irrera
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

Si ringrazia per la preziosa collaborazione avv.ta Ivana Piro

foto Luca Del Pia

una produzione di F. Perdere le cose • Produzione Emilia Romagna Teatro