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La strada dei Samouni | Stefano Savona 

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A proposito di questo film

5 marzo // 20 // Cinema Lumière, Cineteca di Bologna

Da quando la piccola Amal è tornata nel suo quartiere, ricorda solo un grande albero che non c’è più. Un sicomoro su cui lei e i suoi fratelli si arrampicavano. Si ricorda di quando portava il caffè a suo padre nel frutteto. Dopo è arrivata la guerra. Amal e i suoi fratelli hanno perso tutto. Sono figli della famiglia Samouni, dei contadini che abitano alla periferia della città di Gaza. È passato un anno da quando hanno sepolto i loro morti. Ora devono ricominciare a guardare al futuro, ricostruendo le loro case, il loro quartiere, la loro memoria. Sul filo dei ricordi, immagini reali e racconto animato si alternano a disegnare un ritratto di famiglia prima, dopo e durante i tragici avvenimenti che hanno stravolto le loro vite in quel gennaio del 2009, quando, durante l’operazione ‘Piombo fuso’, vengono massacrati ventinove membri della famiglia.
Massi e Savona si sono formati lontano dal mondo del cinema romano, con percorsi di ricerca autonomi e lunghi. Tutti e due sono esponenti di un cinema ‘di resistenza’; Massi da eremita nelle sue Marche, Savona da inesausto viaggiatore. I loro percorsi artistici si sono incrociati per raccontare la storia dei Samouni, una famiglia palestinese della periferia rurale di Gaza decimata dai bombardamenti israeliani d’inizio 2009. Documentario e animazione si mescolano: mentre Savona entra nella realtà presente dei sopravvissuti, al chiaroscuro dei disegni di Massi è affidata la rievocazione del tragico passato. Premiato come miglior documentario all’ultimo festival di Cannes.

In collaborazione con Cineteca di Bologna

Note

Prezzi
€ 5 biglietto unico 

Dati

di Stefano Savona 

Italia-Francia 2018 | (128’) in versione originale con i sottotitoli in italiano

 

La Cineteca di Bologna si inserisce nel progetto School of Integration seguendo una linea di coerenza che, da diversi anni, la porta alla scoperta delle culture “altre”, attraverso il racconto cinematografico. Dalla creazione, nel 2007, sotto l’egida di Martin Scorsese, del World Cinema Project, grazie al quale hanno visto la luce decine di restauri rappresentanti delle varie cinematografie mondiali, la Cineteca di Bologna ha portato avanti un’idea di conoscenza profonda e allargata del cinema dei continenti africano, asiatico, sudamericano. 
Nella retrospettiva proposta in occasione di School of Integration, vedremo allora alcuni classici, da Alyam, Alyam del regista marocchino Ahmed El Maanouni a Brick and Mirror dell’iraniano Ebrahim Golestan, entrambi restaurati dal laboratorio “L’Immagine Ritrovata”, fino a opere nuove e sorprendenti, come La strada dei Samouni, nuovo lavoro di Stefano Savona che, con l’aiuto delle animazioni di Simone Massi, ha raccontato, con un lavoro di documentazione senza precedenti, la vita di una famiglia palestinese nella Striscia di Gaza.