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Life

Una storia su Keith Richards - studio

Teatro delle Moline

A proposito di questo spettacolo

Figura n.3 dell’album dei campioni. Dopo Marianne Faithfull e Patti Smith continua il mio viaggio sulle autobiografie dei miti del rock. Ora ecco il pirata, il principe barbaro, lo zingaro, l’uomo dalla costituzione fisica più resistente del rock. Questo è un omaggio commosso ed entusiasta a chi mi fa sentire forever young (con tutto ciò che questo significa), alla umanità di un vero artista che ha trasformato i suoi fantasmi e ci insegna a essere umili e autentici anche davanti a 80.000 fan. In alto i calici all’ incredibile vita del mio eroe e al suo gruppo. Un ragazzo nato nella periferia proletaria di Londra durante il famoso bombardamento del ’43 da parte dei nazisti sulla città. Un ragazzo timido e ribelle, innamorato del blues dei neri d’America, che ha vissuto la rivoluzione gia prima del ’68 e il capovolgersi della sua vita nel giro di pochi mesi. I suoi occhi hanno visto un mondo in bianco e nero diventare improvvisamente a colori. E i colori di questo nuovo mondo li ha dipinti lui stesso.
Ironica , schietta, umanissima, l’autobiografia di Keith Richards, chitarrista e co-fondatore dei Rolling Stones, autore delle musiche più esaltanti della storia del rock, è  la guida a questo mio nuovo lavoro. In copertina si legge: “ Con la disarmante onestà che è il suo marchio di fabbrica, Keith Richards ci consegna la storia di una vita che tutti avremmo voluto conoscere meglio, sfrenata, impavida e autentica.” Siamo sicuri che avremmo solo voluto ‘conoscere meglio’? O non piuttosto vivere anche noi? E poi, come può il teatro competere con il rock ‘n roll? Queste sono solo alcune delle molte domande che stanno sotto allo spettacolo. Insieme alle domande di un giovane attore ad una fan dei Rolling Stones (che guarda caso fa teatro), e che è filo rosso che si incrocia con la storia della vita di Keith, con le sue immagini e interviste e il suono di una chitarra elettrica dal vivo.
Aggiungo così una nuova pagina, dopo Marianne Faithfull e Patti Smith, all’album di figure che sto componenedo attraverso le forme del teatro. Una nuova sfida. Spettacoli biorock che il teatro rilegge e guarda poeticamente. Le autobiografie di donne e uomini della musica che hanno vissuto gli anni ruggenti del cambiamento. La seconda metà del ‘900. Le loro storie partono dalla seconda guerra mondiale e arrivano ad oggi. Eroine ed eroi di un mondo dalle molte trasformazioni. Ma anche autori eccellenti, testimoni poetici, opere d’arte in sé. E soprattutto: still alive. Sopravvissuti di epoche feroci e testimoni storici. Oggi la loro sopravvivenza ha molti significati e comunica emblematicamente con la contemporaneità. Questo lavoro è anche sulla scia della mia vicinianza con i giovani. E’ uno spettacolo che faccio con i giovani. Infatti tre della mia equipe hanno 19 anni. Largo a loro, inesauribili fonti di energia e motivazione profonda del nostro raccontare.

Porto con me l’esperienza tuttora viva del Max Gericke di M. Karge con la regia di Fabrizio Arcuri, che ha debuttato alle Moline l’anno scorso, seguo solo fili che vengano dalla più profonda e distillata passione di raccontare e condividere in teatro, porto l’insegnamento del mio maestro Leo, percorro i passi dunque del mio eroe Keith Richards in sintonia con ciò che la nostra Associazione “Tra un atto e l’altro” programma per il 2018 nei teatri dell’Unione Reno Galliera e nella stagione Agorà : la ricorrrenza dei 50 anni del 1968 “Nel fuoco della rivolta”. Riverberiamo così insieme di suggestioni, stupori, suoni, turbamenti e immagini che parlano di rivolte e rivoluzioni, di giovani e di musica, non solo di guerra ma di amore. (It’s only rock n roll)

Angela Malfitano

Note

Consigli dalla Biblioteca Salaborsa:

  • Jim Marshall, The Rolling Stones 1972, Gallucci, 2012
  • Shine a light: Stones, un film di Martin Scorsese, BIM/Qmedia-01 Distribution, 2008, dvd
  • Kris Needs, Keith Richards. Before They make me run, Baldini Castoldi Dalai, 2011

 

Dati artistici

di Angela Malfitano
con Angela Malfitano e Francesco Tozzi
chitarra elettrica Antonio Michelangelo Del Gaudio
assistente alla regia Enrico Galuppi
visuals Luca Calabrò
tecnico Tommaso Michienzi
grafico Alberto Sarti
assistenza Rosanna Moschetta
produzione Tra un atto e l’altro
in collaborazione con ATER – Circuito Multidisciplinare dell’Emilia-Romagna, Emilia Romagna Teatro Fondazione

Si ringrazia il Piccolo Teatro del Baraccano

In residenza al "Cantiere Moline" dal 2 all'8 aprile; dal 17 al 22 aprile; dal 30 aprile al 6 maggio 2018

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