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Personaggi in cerca d’autore

(Underground)

Teatro delle Moline

A proposito di questo spettacolo

Quando immaginai, vent’anni fa, il bassorilievo da cui emergevano i sei personaggi – incrostati di intonaco, fissati in maschere e abiti rigidi, come appunto ‘scolpiti’- chiesi agli attori che li interpretavano un tono alto, elevato, che scolpisse anche le parole. Quello fu il modo di dare loro la potenza tragica che sentivo come unico vero motivo dominante dell’opera.
Quella potenza deriva loro – non dal drammucolo delle loro esistenze piccolo-borghesi, non dalla abortita novelletta mai scritta – ma unicamente dalla purezza angelica della loro forma.
Non uomini, non attori, non fantasmi, ma “personaggi”, esseri di pura forma, rivestiti di apparenza e di sembianza umana, non compiuti, forniti di esistenza ma non di storia, creature eternamente dolenti, condannate a ripetere per sempre la medesima scena, tentano, da sole, di rappresentarsi, di scrivere quel dramma che è stato loro rifiutato; sfidano le leggi della natura, oltrepassano i limiti della verosimiglianza e producono, narrando il loro mito, il “miracolo” della apparizione dei corpi e del sangue.

Il mito ne racconta l’avvento, li colloca in un posto nel mondo, li fornisce di una identità, anche provvisoria, ma la loro ragion d’essere ha la forma di una leggenda ed è legata alla casualità di un incontro. E così quei personaggi, evocati, invocati e infine apparsi, sono pronti ad essere interrogati, si rivestono di parole. Ad ogni domanda rispondono parlando solo di sé e del mistero della propria forma, incompiuta e sofferente, immortale come qualcosa che non ha corpo, ma sanguinante da profonde ferite, una forma logica e divina come quella di un angelo, ma fragile come quella di una creatura.
Ci si trova di fronte ad una forma, per così dire, pre-drammatica, non ancora scritta, raccontata e continuamente interrotta, ad un tratto vissuta al presente eppure sovrapposta al passato e al futuro; in una situazione che lascia tutti gli elementi del tragico, del mitico, del misterioso, allo scoperto; e i personaggi sospesi nel vuoto.
La Natura sembra scomparsa dall’universo dei personaggi in cerca d’autore, sembra essersi ritratta scontrosamente fuori dal teatro, fuori da quella sorta di laboratorio faustiano in cui un uomo crea per gli altri una realtà a sua immagine e somiglianza, sostituendosi a Dio. Nell’ombra del teatro, tuttavia, una Madre lontana, dolente, accorata, ricorda a quell’uomo che anch’egli fu figlio; e che Natura esiste anche in quel luogo di artificio; e che la fantasia più sfrenata, più orgogliosa, più sublime è pur sempre Natura.

Nanni Garella

Dati artistici

di Nanni Garella
da Luigi Pirandello
con gli attori di Arte e Salute
Luca Formica, Pamela Giannasi, Iole Mazzetti, Filippo Montorsi, Mirco Nanni
e con gli allievi del corso L'alta formazione per la figura dell’attore
Ilia Attianese, Luca Bandiera, Caterina Bellucci, Enrico Caracciolo, Lucia Chierici, Laslo Della Valentina, Valentina Donati, Barbara Esposito, Davide Mezzaqui, Massimiliano Paternò, Veronica Reverberi, Maurizio Scarbanti, Anna Mila Stella

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Associazione Arte e Salute Onlus – collegata al corso L’alta formazione per la figura dell’attore, cofinanziato dal Fondo sociale europeo, Regione Emilia-Romagna
in collaborazione con Regione Emilia Romagna Progetto “Teatro e salute mentale”, Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna

foto di scena Luca Del Pia

una produzione di Personaggi in cerca d’autore • Produzione Emilia Romagna Teatro
con il contributo di

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