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inaugurazione installazione

Arena del Sole – Garage

A proposito di questa installazione

15 giugno // ore 19.30 // Arena del Sole – Garage
ingresso gratuito

Garage, nuovo spazio dell’Arena del Sole sottratto alla sua funzione d’uso, diventa l’incubatore dove hanno luogo le tracce installative della “smania vagabonda” – per rubare le parole a Robert Walser – che ha percorso diversi progetti partecipativi e hanno coinvolto adolescenti, donne, cittadini, migranti, rifugiati, richiedenti asilo, clandestini, di notte, di giorno, in centro, in periferia, en plein air, al chiuso, dando vita a incontri nomadici, incongrui, casuali, sorprendenti, quotidiani.
Mappature corporee, cartografiche, narrative, acustiche della città di Bologna, rivelano trasformazioni e appropriazioni in cui emerge la vita urbana, qualcosa che fa lo sgambetto al progetto urbanistico, abbracciando ogni particolare del circostante, per inventariare il visibile e l’invisibile, processi contradditori, le zone di percezione di disagio. Opere che recano l’impronta di soggettività eterogenee che creano spazio per disseminare altrove.

Alessandro Carboni | Captures
Una selezione di immagini testimonia le fasi di cattura delle azioni corporee, raccolte nello spazio urbano, in una traiettoria elastica tra il centro e la periferia di Bologna, e successivamente in studio, durante il laboratorio EM tools. Un video documenta il camminamento, lo stato d’allerta e la dinamica di selezione percettiva di eventi, situazioni, forme geometriche, macchie e oggetti, compiuti dai performer durante il processo di mappatura e il détournement urbano attivato dal processo di apprendimento dei gesti.

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Valentina Medda | Cities by Night_Bologna
Intervento di cancellatura su mappe e inchiostro, Cities by Night_Bologna traccia la percezione del pericolo urbano da un punto di vista femminile. Donne di diverse età, provenienza e religione sono invitate a camminare di notte, da sole, evitando le zone di disagio. Le mappe finali di Bologna visualizzano cartograficamente, in modo singolare, le aree del pericolo percepito con un intervento di cancellatura, tracciando nuovi confini affettivi e geografici, in cui abitudini, pregiudizi e differenze sociali politicizzano gli spazi urbani e ne condizionano la fruizione.

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Muna Mussie | Punteggiatura
La lingua come spazio politico-affettivo e come materiale estetico è alla base del progetto di Muna Mussie – nata in Eritrea e residente a Bologna – che concepisce la creazione collettiva di un libro di stoffa, considerandolo come un vero e proprio luogo, un “tessuto sociale” che si costruisce grazie al dialogo con un nucleo ramificato di donne di differenti provenienze, presenti sul territorio bolognese. Punteggiatura è una gestazione immaginaria e “pensierosa”, attraversata dalla lingua, dal filo di un discorso simpatetico, gestuale e funzionale alla nascita della cosa comune. È un discorso che si mette in pratica, si autotraduce in ricamo, entra in dialogo con la manualità, la manodopera, agisce e maneggia pensieri, traccia le sue coordinate, le cuce.

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Anna Raimondo | (In)visible sounds
L’installazione sonora raccoglie il transito acustico di alcune zone della città di Bologna, inseguendo i percorsi pedonali, le vedute e le prospettive di donne e uomini che vivono o hanno vissuto in condizione di clandestinità. La forma omogena del racconto si apre a un quadro sonoro in cui la postura soggettiva scalfisce, attraverso lacune di visibilità, la natura fissa dell’ordine imposto e delle sue superstizioni. L’essere invisibile diventa udibile, esperienza che si riattiva con le persone all’ascolto.

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ZimmerFrei | Tentativi di esaurimento di alcuni luoghi bolognesi
È la traccia video e acustica di pratiche di osservazione messe in campo nei workshop Memoria Esterna (ascolti di luoghi) e Atlante (ricerca di location), realizzate da un gruppo di giovanissimi abitanti di Bologna – nativi, adottivi e di passaggio. I materiali grezzi prodotti si ispirano al Tentativo di un esaurimento di un luogo pariginodi Georges Perec, che nel 1974, seduto a un tavolino del caffè sotto casa, per tre giorni prende nota tutto quello che cade sotto la sua attenzione. Qui camminate di ascolto, registrazioni di paesaggi sonori, osservazioni e trascrizioni del visibile e dell’udibile, inquadrature fisse, report in differita e racconti istantanei, foto in rapida sequenza e liste, raccontano il primo stadio di ricerca sulla città di Bologna che condurrà ZimmerFrei a realizzare Saga, serie filmico-documentaria dedicata alla nuova geografia della città e ai suoi nuovi abitanti.

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Dati

opere di Alessandro Carboni, Valentina Medda, Muna Mussie, Anna Raimondo, ZimmerFrei

 

Alessandro Carboni
Artista interdisciplinare e ricercatore attivo tra Europa ed Estremo Oriente. Le sue ricerche teorico-pratiche esplorano delle relazioni tra corpo, spazio urbano e cartografia, che si traducono in reportage performativi composti da situazioni esplorate e accumulate negli spazi urbani sotto forma di mappe corporali. Ha sviluppato numerosi progetti di ricerca, mostre, performance presso festival, musei e gallerie in tutto il mondo. Negli anni ha sviluppato EM Tools for urban mapping and performance art practice, un metodo di composizione coreografica che utilizza il corpo come uno strumento di mappatura di eventi urbani nella loro estensione geometrica e temporale. Attualmente lavora come artista indipendente ed è direttore artistico della casa di produzione Formati Sensibili.

Valentina Medda
Artista interdisciplinare che viene dalla scena underground italiana degli anni ‘90. Ha ottenuto una Laurea in Filosofia presso l’Università di Bologna e un Master in fotografia all’ ICP-International Center of Photography di New York City. La sua pratica spazia dagli interventi artistici alla fotografia e performance. Negli ultimi anni è stata artist in residence al BAR di Beirut, al Flux Factory di NYC, al Centre International d’Accueil aux Récollets di Parigi, e ha partecipato a mostre internazionali a NYC (PS122Gallery), Parigi (Gallery6 Mandel), Amsterdam (Beeldend Gesproken Gallery). Vince una Fellowship alla New York Foundation for the Arts, al Tina Art Prize e, più recentemente, il Mobility Grant della Roberto Cimetta Fund.

Muna Mussie
Artista e performer eritrea basata a Bologna. Indaga i linguaggi della scena per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Tra i suoi lavori: Più che piccola, media (Premio Riccione TTV Pier Vittorio Tondelli/NuoviTalenti 2008 e Segnalazione Premio Iceberg 2009) Con Permesso, progetto site specific Galata Perform, Istanbul 2008, Ti ho sognato, ma non eri il protagonista (Premio Mondo 2010). È autrice con Flavio Favelli di FFMM, collezione di abiti presentata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino 2007) e al Museo Marino Marini (Firenze 2009). Tra I progetti internazionali Monkey See, Monkey Do (Chapter I-II), Milite Ignoto (2015). Oasi, la sua ultima performance, è coprodotta da Ipercorpo e Santarcangelo dei Teatri 2018. Parallelamente è in tournée con l’artista Brett Bailey.

Anna Raimondo
Sound e Radio-artist. Ottiene il Master in Sound Art nel 2012 alla London College of Communication (University of the Arts of London, UK) e segue un dottorato con l’Académie de Beaux Arts di Bruxelles e l’Università ULB. La sua ricerca esplora l’ascolto come esperienza estetica e politica, trattando il suono come strumento per generare spazi relazioni e problematizzare la questione identitaria. Il lavoro, centrato in modo particolare sulla voce, le lingue e il processo di traduzione, si situa tra arte sonora e radiofonica, tra performance e intervento urbano. Si materializza nella dialettica tra il processo di comunicazione (verbale e non verbale) e l’attiva costruzione di senso generata dalla partecipazione del pubblico, nell’interstizio tra intimità e intimidazione proprio del linguaggio radiofonico e sonoro.

ZimmerFrei
Gruppo di artisti attivo dall’anno 2000, fondato a Bologna da Massimo Carozzi (sound designer e musicista), Anna de Manincor (filmmaker e artista) e Anna Rispoli (artista e regista). La pratica artistica di ZF si muove tra videoarte e film documentari, installazioni sonore e ambientali, serie fotografiche, performance, laboratori partecipativi e progetti di arte pubblica. A seconda dei progetti ZF collabora con numerosi professionisti, tra cui il direttore della fotografia Roberto Beani, l’organizzatrice di progetti culturali Gaia Raffiotta, le curatrici Martina Angelotti e Claire Astier. Esplorando i confini tra spazio pubblico e territori privati, ZF ritrae situazioni quotidiane di lavoro e di vita, rendendole occasione di brevissime e instabili epifanie. Il più recente film di ZimmerFrei, Almost Nothing|CERN Experimental Citysi mette in ascolto della comunità dei fisici delle particelle alle prese con la convivenza e la collaborazione di decine di migliaia di scienziati provenienti da tutto il mondo in esperimenti che possono durare anche più di due generazioni.