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ATELIERSI

Gipsy Lady 1646

Piazza San Francesco

Nella commedia Signorina Zingaretta, scritta nel 1646 da Florido De Silvestris, compare la prima testimonianza della lingua romanì parlata in Italia. La lingua romanì deriva dalle forme popolari del sanscrito ed è tutt’oggi parlata dalla maggior parte dei rom e dei sinti nel mondo.
La commedia è ambientata a Bologna, proprio nella città in cui abbiamo la prima attestazione storica della presenza di rom/sinti in Italia, grazie a una cronaca del tempo nella quale è riportata la notizia dell’arrivo a Bologna – nel luglio del 1422 – del Duca Andrea con il seguito dei suoi cento “egiziani”.

Esattamente 600 anni dopo, Ateliersi porta sulla scena l’ambiguo e affascinante testo di De Silvestris, composto sia di parole imbevute di stereotipi di cui ancora siamo impregnati che da azioni che mostrano la vita reale dei rom. Attraversando la madre di tutte le paure – la perdita dei figli, personificata per secoli nella figura immaginaria della zingara rapitrice – l’opera permette di intercettare elementi specifici del rapporto tra rom, sinti e gagé che si pongono come interrogativi aperti nel contemporaneo.

In Gipsy Lady 1646 Ateliersi propone una mise en espace dall’estrema vivacità ritmica in cui gli intrecci tra voci, musica e intenzioni vengono introdotti da una cavalcata del pensiero che accoglie il pubblico e lo accompagna all’interno dell’opera, grazie anche alla collaborazione con le comunità e le associazioni rom e sinti e con le studiose e gli studiosi italiani che più profondamente si sono occupati dei mondi che ancora vengono chiamati zingari.

 

 

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Dati artistici

di e con: Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi
e con: Eugenia Delbue, Elia Marangon, Marco Mochi Sismondi e Stefano Questorio
in voce: Rossella Dassu, Olga Durano e Andrea Alessandro La Bozzetta
musiche di: Esma Redžepova, Dorado Schmitt, Vincenzo Scorza
suono: Vincenzo Scorza
a partire dalla commedia Signorina Zingaretta di Florido De Silvestris
grazie alle suggestioni e alla vicinanza di Luca Bravi, Tomas Fulli, Dijana Pavlovic, Eva Rizzin e Leonardo Piasere

organizzazione e comunicazione: Tihana Maravic e Laura Firenze
amministrazione: Greta Fuzzi
direzione tecnica: Giovanni Brunetto e Vincenzo Scorza
foto: Joakim Eskildsen

una produzione: Ateliersi
in coproduzione con: Associazione Kethane 
con il supporto di: Istituto di cultura sinta
nell’ambito di: Bologna Estate 2022
promosso dal Comune di Bologna e da ERT/Teatro Nazionale

 

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