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Francesco

Dall’uomo al santo

Piazza San Francesco

A proposito di questo spettacolo

“Non ci sono santi, c’è la santità, che è una preziosa invisibile materia dello spirito, si annida dove nessuno se lo aspettava, non ci sono scuole di santità, né curriculum, non c’è un percorso lineare che porta un giovin signore figlio di mercanti a rivestirsi di una tonaca logora e a elemosinare cibo.
Quando, anni fa, ho portato in scena lo spettacolo Francesco a testa in giù, ho cercato quel giovane uomo, il suo corpo, la sua materia concreta, sapendo che comunque quella sua scelta di vita inverosimile non l’avrei mai catturata. La santità è imprendibile, avviene, non ha bisogno di certificazioni, si mostra, di nascosto, compiendo cose piccole, invisibile agli occhi del grande mondo che traffica e complotta, smania e corre.
In questa piazza che porta il suo nome, a Bologna, proverò a ricordare, leggendo, qualcuno di quei gesti, cercando di riviverli, cercando, come fa il teatro, di incarnarli nel mio corpo e nella mia voce.
Lo spettacolo andò in scena, in diretta televisiva, di notte, in una fredda giornata invernale, all’aperto, davanti alla basilica di Assisi. Appena cominciammo ad agire la scena, prese a nevicare, la mia bocca parlando si riempiva di fiocchi, e il pubblico presente si stringeva nelle coperte, lasciandosi coprire di bianco.
Ho pensato che non poteva che essere eccezionale quel cielo nevoso, una specie di benedizione al nostro generoso agitarsi, come volesse dirci che non eravamo noi gli artefici del mondo, di quel mondo provato e riprovato per cercare di essere vero, senza mai riuscirci (che è l’essenza dell’arte), ma che ci toccava alzare gli occhi al cielo per vedere all’opera la meraviglia.
Ecco credo che Francesco sapesse compiere questo spostamento dello sguardo, accorgersi con stupore della qualità e quantità del creato a lui, e a noi, che mai riusciamo a scorgerlo, troppo presi dall’affanno del vivere.
E in questa sua attenzione infantile alle meraviglie sta il miracolo della sua esistenza.”

Marco Baliani

Attore, autore e regista. Con lo spettacolo Kohlhaas del 1989, attraverso un originale percorso di ricerca, dà vita al teatro di narrazione che segna la scena teatrale italiana. Figura eclettica e complessa del teatro italiano contemporaneo, ha sperimentato drammaturgie corali creando spettacoli-evento per molti attori, come Come gocce di una fiumana (premio IDI per la regia), o Antigone delle città, spettacolo di impegno civile sulla strage di Bologna del 2 agosto, o ancora dirigendo progetti come I Porti del Mediterraneo con attori provenienti da diversi paesi dell’area mediterranea. Parallelamente ha proseguito una personale ricerca nell’ambito della narrazione realizzando  spettacoli come TracceCorpo di Stato Frollo, protagonisti di fortunate tournée e tuttora nel  

Nel 2017, Baliani è chiamato a dirigere lo spettacolo Sette contro Tebe andato in scena al Teatro Greco di Siracusa nell’ambito del 53esimo ciclo di rappresentazioni classiche. Destinato a grandi spazi anche lo spettacolo Quinta stagione del 2021, tratto dall’omonimo poema di Franco Marcoaldi e andato in scena al Teatro Grande di Pompei, con le scene di Mimmo Paladino, il paesaggio sonoro di Mirto Baliani e la produzione del Teatro di Napoli.

Per il cinema è stato diretto da registi quali Francesca Archibugi, Roberto Andò, Saverio Costanzo, Cristina Comencini e Mario Martone. Come scrittore ha pubblicato romanzi, racconti e saggi tra cui Ho cavalcato in groppa ad una sedia (Titivillus edizioni) e per la Rizzoli Corpo di statoPinocchio NeroL’Amore BuonoNel Regno di AciliaLa metà di Sophia, e L’occasione. Nel 2021 è uscito per Bompiani La pietra oscura.

Durata 75 minuti

Note

La serata si concluderà con un dialogo con Alessandro Vanoli

Prenota (INGRESSO GRATUITO)

Dati artistici

reading di e con Marco Baliani
tratto dallo spettacolo Francesco a testa in giù
di Marco Baliani e Felice Cappa
regia Maria Maglietta
produzione Casa degli Alfieri
Prenota (INGRESSO GRATUITO)

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