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La vita nuova

Altri spazi

A proposito di questo spettacolo

Presso DumBO I capannone 4 (via Camillo Casarini 19/A)

Si respira il senso di un inizio, qui, in un grande parcheggio di auto, dove si è dato convegno un gruppo di uomini. Sono fratelli e intendono inaugurare un modo nuovo e migliore di stare insieme. Migliore, rispetto a che? Al mondo da cui si sono separati, all’attività alienata, al lavoro stipendiato, alla politica e all’arte. Non credono più a queste forme della vita sociale.

Nel garage c’è la pace della polvere, anzi c’è l’acuta malinconia dei teli copri-polvere che rivestono le numerose auto lasciate in deposito. Gli stridii degli pneumatici e gli echi delle lamiere sembrano gettare squarci di luce sulla potenzialità dei motori tenuti a riposo. Come belve in gabbia, queste auto sono le cellule del nuovo seme che i fratelli intendono seppellire. Nulla di fantasmagorico essi hanno nelle mani: non colori, non profumi, non meraviglie dei sensi. Nulla, o meglio, essi hanno questo desolato parcheggio di macchine inerti.

Da qui si comincia, da qui si parte. Uno di loro sente più degli altri la responsabilità di annunciare. Non basta parlare, occorre parlare del futuro. Che deve succedere? Come dobbiamo comportarci perché questo succeda? Lui e i suoi fratelli sono i profeti di una nuova vita, nata semplicemente dalla loro attuale condizione umana, che trattiene, sì, qualche modo tipico delle religioni ancestrali, ma che ha espressamente bisogno di inventare altre forme e ornamenti, a partire dalla povertà della realtà. La realtà è un deserto pervertito, la cui indifferenza è data dalla compresenza sincronica di tutte le forme, dalla indistinzione e dalla somiglianza universale, cui, per ultima, è caduta anche l’arte. Anche i colori sono complici del misfatto, perciò i profeti sono rivestiti di bianco. La loro rivolta consiste nel prendere la parola e nell’inventare nuovi attrezzi per la vita quotidiana, in qualsiasi contesto essi si troveranno a esistere. Non è più il tempo di ritornare alla base; di ricercare le radici degli antenati; di ritrovare l’Eden. Questi luoghi non esistono più, perciò occorre reinventarli realisticamente con ciò che si ha a disposizione, cioè, qui e ora, il parcheggio con le auto e la polvere. I fratelli si ribellano alla dittatura delle percezioni e delle abitudini, alla saturazione delle esperienze, allo specchio opaco dei giorni, all’asfissia, alla perdita dei sensi. I profeti non inseguono né il nulla né il pieno: essi confermano l’ora e il qui.

Da qui deve sorgere la nuova vita dei senza-terra, e dei costruttori di nuovi focolari domestici ed estetici. L’estetica domestica è la dimensione concreta della vita quotidiana che alimenta e spiega tutti i sensi. Questi fratelli odiano gli artisti, perché dicono e non fanno. Soprattutto le loro opere: dicono e non fanno. Secondo i profeti gli artisti praticano l’arte della somiglianza totale, anche se predicano il contrario. I profeti oppongono l’arte del vivere al vivere con l’arte. Essi stanno fermi ad ascoltare la crescita biologica, piuttosto che fare la fila alle grandi mostre.

Qui, in questo grigio parcheggio europeo, americano, cinese, russo, australiano, africano, latinoamericano, avvengono trasmutazioni degli oggetti e trasvalutazioni di tutti i valori dell’arte e dell’umanità.

Qui e ora, nell’ovunque.

Numero di posti limitati / Ingresso gratuito con coupon da ritirare al MAMbo (via Don Minzoni 14, Bologna) oppure on-line su Eventbrite, a partire dal 19 gennaio dalle ore 10.
Aggiornamenti su www.artcity.bologna.it

Prima nazionale
Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano

Dati artistici

di Romeo Castellucci
ideazione e regia Romeo Castellucci
testo Claudia Castellucci
musica Scott Gibbons
con Sedrick Amisi Matala, Abdoulay Djire, Siegfried Eyidi Dikongo, Olivier Kalambayi Mutshita Mbaye Thiongane

assistente alla regia Filippo Ferraresi
sculture di scena ed automazioni Istvan Zimmermann, Giovanna Amoroso – Plastikart studio
realizzazione costumi Grazia Bagnaresi
ricerca attori Unusual Casting, Bruxelles
direzione tecnica Paola Villani
tecnico del palco Andrei Benchea
tecnico della luce Andrea Sanson
tecnico del suono Nicola Ratti
equipe tecnica in sede Eugenio Resta con Carmen Castellucci e Daniele Magnani
responsabili di produzione Benedetta Briglia e Giulia Colla
assistente alla produzione Caterina Soranzo
promozione e distribuzione Gilda Biasini
amministrazione Michela Medri, Elisa Bruno, Simona Barducci
consulenza amministrativa Massimiliano Coli
riprese video Luca Mattei
produzione esecutiva Societas
in coproduzione con Bozar, Center For Fine Arts (Brussel), Kanal – Centre Pompidou (Brussel), La Villette (Paris)

L’attività di Societas è sostenuta da : Ministero dei beni e attività culturali, Regione Emilia Romagna e Comune di Cesena

foto di copertina Stefan Glagla
foto al DumBO – Bologna Stefano Triggiani

un progetto speciale di
realizzato in collaborazione con

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