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Simbiosimondo biotecnologie e pensieri transfemministi

Dialogo tra Carlo Alberto Redi, Manuela Monti e Marta Cuscunà

Chiostro Arena del Sole

A proposito di questo spettacolo

Il nostro corpo ospita una quantità inimmaginabile di micro-organismi viventi appartenenti alle più diverse specie di gruppi animali: batteri, virus, funghi…Con l’aiuto dei biologi cellulari Carlo Alberto Redi e Manuela Monti in dialogo con l’attrice e regista Marta Cuscunà prenderemo confidenza con l’idea che il nostro corpo è una comunità multispecie che vive in simbiosi. È sempre la biologia a dirci anche che nelle relazioni di simbiosi un individuo non è più isolabile dall’altro. Cosa succede quindi alla nostra identità se, biologicamente, il concetto di individuo singolo non è più pensabile? Un incontro per approfondire come genetica, fisiologia, farmacologia e neo-oogenesi stiano contribuendo a dare forma ai pensieri transfemministi. «E se, come dice Donna Haraway, “le storie fanno i mondi. I mondi fanno le storie”, – scrive Marta Cuscunà – vogliamo ascoltare le storie di due biologi cellulari che hanno tra le mani le conoscenze che permettono di sintetizzare in laboratorio nuovi esseri viventi. Perché se la fantascienza è il nostro presente, il teatro può aiutarci a immaginare nuovi futuri in cui potremmo trovarci a vivere domani».

Carlo Alberto Redi, alunno del Collegio Ghislieri di Pavia è accademico dei Lincei, socio onorario della Società genetica del Cile, presidente del Comitato di Etica della Fondazione Umberto Veronesi. Svolge ricerche di genomica funzionale e riprogrammazione genetica.

Manuela Monti, dottore di ricerca in Bioingegneria e Bioinformatica, è ricercatrice al Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense dell’Università di Pavia e professore di Biologia delle cellule Staminali presso l’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia. Svolge ricerche sulla cellula staminale totipotente per definizione (oocita) in collaborazione con istituti di ricerca in USA e Giappone. È autrice di diversi saggi di divulgazione scientifica in collaborazione con Carlo Alberto Redi.

Marta Cuscunà è nata a Monfalcone, piccola città operaia famosa per il cantiere navale dove si costruiscono le navi da crociera più grandi del mondo e per il triste primato dei decessi per malattie causate dall’amianto. Studia a Prima del Teatro: Scuola Europea per l’Arte dell’Attore. È attrice in Merma Neverdies, spettacolo con pupazzi di Joan Miró e Zoé, inocencia criminal, diretti da Joan Baixas, Teatro de la Claca (Barcellona). Nel 2009 vince il Premio Scenario per Ustica con È bello vivere liberi! e nel 2012 la menzione speciale Premio Eleonora Duse per La semplicità ingannata. Nel 2016 debutta con Sorry, boys, terzo capitolo della trilogia sulle Resistenze femminili.  Il canto della caduta è il suo ultimo spettacolo, in cui unisce l’immaginario ancestrale del mito di Fanes ai principi di animatronica utilizzati per la manovrazione dei pupazzi. Dal 2009 al 2019 ha fatto parte di Fies Factory, un progetto di Centrale Fies.

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