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Romeo and Juliet

Melo – Drama

Arena del Sole
Sala Thierry Salmon

A proposito di questo spettacolo

Dopo aver diretto Gioia e dolori nella vita delle giraffe di Tiago Rodrigues, Teodoro Bonci del Bene reinventa per Emilia Romagna Teatro Fondazione la favola nera di Romeo e Giulietta, attingendo al vasto mondo della musica, per lo più leggera, cercando di vestire e spoliare a un tempo gli elementi caratterizzanti il testo shakespeariano e la sua capacità di raccontare la dinamica di rapporto tra l’età adolescenziale e quella adulta.

Romeo è Giulietta è una tragedia dell’adolescenza.
Questa volta Romeo e Giulietta non sono due ragazzini belli e impavidi in un mondo di cieca e disumana inflessibilità. Non hanno le guance rosee e la pelle vellutata. Sono due ragazzi che puzzano di fumo, con qualche tatuaggio, vestiti alla moda ma mai eleganti. Non sono educati, non sono coraggiosi. Insomma non corrispondono a quell’immagine posata e rassicurante che ci aiuta a volergli bene: quel misto di nobile coraggio e innocenza che ci fa essere dalla loro parte. Personalmente, se mi schiero contro Montecchi e Capuleti, non è perché Romeo e Giulietta sono più belli e freschi dei loro genitori, ma perché questi adulti non vogliono prendersi le proprie responsabilità. Romeo e Giulietta sono autodistruttivi, liberi. Mettersi in pericolo e prendere decisioni affrettate fa parte del ruolo che l’autore gli ha assegnato. Certo, sarebbe più facile fare il tifo per la coppia di amanti se corrispondessero all’immagine di amor cortese che si studia a scuola, e diventa più difficile identificarsi in loro se assomigliano a delle persone in carne e ossa. Siamo abituati ad immaginarceli belli e delicati, in quanto li concepiamo come vittime. Se gli cambiamo i vestiti, saranno ancora i nostri beniamini? Se i protagonisti vengono spogliati di quegli abiti eleganti che neppure Baz Luhrmann ha eliminato quando ambientava il dramma shakespeariano nella Los Angeles degli anni ’90, il nostro giudizio sui fatti narrati da Shakespeare cambierà? Siamo sicuri che non siano i colori che indossiamo, la musica che ascoltiamo, i luoghi che frequentiamo, a garantirci il consenso della società? Gli adulti che nel dramma detengono il potere, non sono disposti a scendere a patti: la protezione che devono offrire ai due ragazzi è garantita solo se essi rispettano le regole. Fuori dalle regole la vita non è tutelata.
La musica è un elemento fondamentale per il Romeo e Giulietta che ho in mente. Romeo e Giulietta è la storia d’amore per eccellenza. Stiamo parlando della coppia di amanti più famosa della storia, e la storia della musica (sopratutto quella leggera) ruota principalmente attorno agli amori; soprattutto quelli infelici. La musica è però anche un polo di aggregazione. La musica influenza profondamente lo stile in cui si vestono persone con gli stessi gusti musicali. La musica rispecchia l’appartenenza sociale e/o etnica di specifiche comunità. La musica viene suonata in luoghi che rappresentano e identificano le persone che li frequentano. Questi luoghi, questi stili, queste frequentazioni, sono elementi fortemente influenzati da precisi generi musicali, che a loro volta nascono da precisi contesti sociali. La colonna sonora di questo dramma adolescenziale è quindi sia brani da ascoltare, che abiti da indossare. Parla di una o più generazioni, di luoghi in cui i ragazzi si incontrano, dei modelli a cui si ispirano. Un melodramma del XXI secolo non è uno spettacolo in cui i protagonisti cantano in calzamaglia, ma un dramma che ruota intorno ad un evento musicale.

Teodoro Bonci del Bene

Dati artistici

da William Shakespeare
regia e drammaturgia Teodoro Bonci del Bene
consulenza sulle drammaturgie storiche Gerardo Guccini
con Carolina Cangini, Jacopo Trebbi, Teodoro Bonci del Bene
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con L' Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino

 

 

Big Action Money

una produzione di Romeo and Juliet • Produzione Emilia Romagna Teatro

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