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Wasted

Prima scatola sonora

Altri spazi

A proposito di questo spettacolo

Si muore
Perché altri possano nascere
S’invecchia
Perché altri possano essere giovani
Il senso della vita è vivere
Amare se si può. E poi tramandare

Kate Tempest

(e   tu  sei   solo   una  cosa  che  capita   come  un   elefante  o  un   narciso) è un progetto di Bluemotion attorno al distacco dall’esistenza materica, al fine vita, alla compassione di chi resta.
A partire dall’indagine sull’addio alla vita vengono messe a confronto due importanti voci della scrittura inglese, di generazioni e storie diverse. Una è Caryl Churchill, la più importante penna teatrale inglese vivente, col suo testo Here We  Go. L’altra è la rivoluzionaria rapper, poeta, scrittrice, performer Kate Tempest e il suo testo per il teatro Wasted.
Testi drammatici e poetici vengono affrontati come composizioni miste tra scrittura scenica e musicale, passando dai Lieder di Richard Strauss alla spoken word performance, dalla Slam poetry alle sonorità post-rock e trip hop, dalla composizione orchestrale alla voce nuda.
La ricerca di Bluemotion fonde musica e parola in ogni fase del lavoro attraverso la creazione condivisa in ogni sua fase da attori/attrici e musicisti/e.

Kate  Tempest è stata una rivoluzione assoluta per la scena culturale inglese. Le sue opere sono centrali per la poesia del Regno Unito dove è universalmente apprezzata come artista totale, rapper, live performer, poeta, scrittrice. Ha poco più di trent’anni e canta di una generazione sofferente, divisa tra ambizioni e sogni infranti. Le strade della città sono il luogo letterario dove musica poesia e politica si incontrano, dove personaggi duri e commoventi prendono vita.

Wasted custodisce l’intera poetica di Kate Tempest, stavolta scritta per la scena. Una storia che vede due uomini e una donna riunirsi per commemorare il decimo anniversario della scomparsa del loro più caro amico. Confronti, riflessioni e illusioni scorrono sul crinale del dolore. Sembra ormai impossibile diventare ciò che si voleva, si può solo essere, con difficoltà e lacerazione, quello che si può. Dal tramonto all’alba, in una città che diventa per dodici ore periferia del mondo immaginato, confessioni ed errori si mischiano a bilanci, droghe e tentativi di essere finalmente se stessi.
“Hold your own” (resta te stesso/a) è il famoso motto di Kate Tempest diventato poema e discorso pubblico in Inghilterra di fronte a centinaia di migliaia di persone.
Wasted è agli albori di questa consapevolezza, è il passo indietro disperato per caricare l’impeto della rincorsa. Questa è un’opera concepita in una lingua proteiforme che è poesia, flussi di coscienza, musica e squarci di minuta quotidianità insieme. Un coro d’ispirazione antica, interpretato dagli stessi personaggi, ci restituisce l’umanità rarefatta che l’espressione “Wasted” – polisemica e intraducibile – contiene. Persi e consumati, i protagonisti di questa storia ci trascinano in quella “Waste Land” che è diventata la nostra vita, un deserto dove mai abbastanza giovani e mai abbastanza vecchi, sembriamo destinati a non essere mai all’altezza. Eppure, sprecati e soli ci ostiniamo nel tentativo di vivere il primo giorno del resto della nostra vita.

Dati artistici

di Kate Tempest
traduzione Riccardo Duranti
un progetto di Bluemotion
ideazione e regia Giorgina Pi
con Sylvia De Fanti, Xhulio Petushi, Gabriele Portoghese
musica, ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con Angelo Mai / Bluemotion

Bluemotion ringrazia Ateliersi per la Residenza Creativa con Aura Satz

una produzione di Wasted • Produzione Emilia Romagna Teatro
parte di Wasted • Produzione Emilia Romagna Teatro